Aree ATEX e EPA

Approfondimento sulle normative

Quali normative regolano la realizzazione di pavimenti in aree ATEX (ATmosphères Explosibles) ed EPA (ESD protected area)
 
Parliamo delle aree in cui c’è accumulo di cariche elettrostatiche con conseguente pericolo di danni all’ambiente e/o ai prodotti. Sono interessati in particolare i settori chimico-farmaceutico, dove si usano sostanze potenzialmente esplosive, il settore del flexible packaging, dove si impiegano sostanze infiammabili come l’acetato d’etile, e il settore elettronico dove le scariche potrebbero arrecare danni alle apparecchiature. Cresce la richiesta anche nell’industria alimentare, soprattutto nelle aree di miscelazione di farine, e infine nel settore della logistica dove la movimentazione di carrelli trilaterali può generare scariche percepite dall’operatore che potrebbero anche danneggiare la scheda elettronica del carrello.
Realizzare delle aree ATEX ed EPA che rispecchino determinati criteri non solo è fondamentale dal punto di vista giuridico, ma soprattutto dal punto di vista della salvaguardia delle persone e dei beni prodotti.

Per parlare di aree ATEX ed EPA è utile prima definire come si genera l’elettricità statica e quali danni può generare.
 
L’elettricità statica nasce dalla separazione di due materiali diversi che prima erano in contatto tra loro quindi si può generare camminando o alzandosi da una sedia, o ancora per induzione quando si passa vicino ad un oggetto caricato elettricamente.
A seconda degli effetti si distingue in:
-    Danno all’ambiente → AS → Aree ATEX
-    Danno ai dispositivi elettronici → ESD (Electrostatic Discharge) → Aree EPA
 
ATEX - Recodi.it
ATEX
Nelle aree ATEX (ATmosphères Explosibles) si vuole tutelare l’ambiente in cui viene prodotto il bene e quindi anche la salute degli operatori.
 
EPA - Recodi.it
EPA
Nelle aree EPA (ESD protected area) si vuole tutelare il bene dai possibili danni.
 
Per entrambe le aree Recodi è in grado di offrire rivestimenti in resina adeguati e rispondenti alle normative di riferimento.
 
Aree ATEX
Ogni volta che in un’area vengono utilizzati solventi o maneggiate polveri organiche fini esiste il rischio che si formino delle miscele esplosive di vapori/polveri e aria. Una semplice scarica elettrostatica potrebbe innescare queste miscele e provocare un’esplosione
Ecco perché per queste situazioni il legislatore ha individuato severi criteri di allestimento dell’area che proteggano ambiente e persone dai danni.
Le normative a cui ci si riferisce sono due:
  • 2014/34/UE riguarda gli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere impiegati in atmosfera potenzialmente esplosiva e prevede la loro certificazione;
  • 99/92/CE per la sicurezza e salute dei lavoratori in atmosfere esplosive.
Anche le pavimentazioni devono essere in linea con i criteri di sicurezza e presentare caratteristiche di resistenza elettrica che rientrino nelle normative UNI EN 13813 -relativa ai massetti e materiali per massetti- e UNI EN 1504/2 (indicata nella precedente), -relativa ai sistemi di protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo- per la definizione delle classi I e II di seguito descritte:
  • Classe I: nel caso di utilizzo di esplosivi il pavimento dovrà avere una resistenza a terra compresa tra 10⁴ – 10⁶ Ω;
  • Classe II: nel caso di utilizzo di sostanze potenzialmente esplosive la resistenza a terra del pavimento dovrà essere compresa tra 10⁶ – 10⁸ Ω.
La resistenza elettrica della pavimentazione, come da indicazione della norma UNI EN 13813, dovrà essere misurata tenendo conto dei metodi di prova previsti dalla UNI EN 1081 relativa appunto alla determinazione della resistenza elettrica dei rivestimenti resilienti per pavimentazioni.
Le tipologie di resistenza da misurare sono:
  • Verticale: “Resistenza elettrica misurata tra un elettrodo a tre piedi sulla superficie di un provino e un elettrodo applicato al lato inferiore del provino”;
  • A terra: “Resistenza elettrica misurata tra un elettrodo a tre piedi caricato sulla superficie di un rivestimento per pavimentazioni posato a terra”;
  • Superficiale: “Resistenza elettrica misurata tra due elettrodi a tre piedi disposti ad una distanza fissa di 100 mm l’uno dall’altro su un rivestimento per pavimentazioni posato”.
 
Aree ESD
Lo scopo di queste aree è proteggere i componenti elettronici dalle conseguenze di una scarica elettrostatica.
I 3 requisiti fondamentali da rispettare sono:
1. Pavimenti antistatici: resistenza a terra < 10⁹ Ω
2. Resistenza a terra della persona (inteso come sistema persona/scarpe/pavimento): < 10⁹ Ω
3. Bassa generazione di tensione del corpo umano: < 100 V
Nelle aree ATEX, invece, non è necessario rispettare i requisiti 2 e 3.
 
Resistenza a terra - Recodi.it
Verifica della resistenza a terra del pavimento
Per le aree ESD la norma quadro è la CEI EN 61340-5-1 relativa alla protezione di dispositivi elettronici dai fenomeni elettrostatici. È qui che si trovano i limiti di accettazione sopra descritti e si indica la norma CEI EN 61340-4-1 per la scelta dei metodi di prova relativi ai precedenti punti 1 e 2, e la norma CEI EN 61340-4-5 per il punto 3. Di seguito il dettaglio:
 
1.    Per verificare la resistenza a terra del pavimento, sulla superficie viene posizionato un elettrodo caricato e si osservano i risultati dall’apparecchio di misurazione collegato. Il test viene ripetuto più volte in più punti seguendo le indicazioni in normativa.
Resistenza superficiale - Recodi.it
Misura della resistenza a terra del sistema persona/scarpe/pavimento
2.    La resistenza a terra del sistema persona/scarpe/pavimento viene misurata con un operatore in piedi fermo che tiene in mano un elettrodo, il quale è collegato ad un ohmetro che indica la resistenza elettrica. La resistenza totale sarà data dalla somma delle resistenze elettrodo-mano, dell’uomo, del piede-scarpa, scarpe, scarpe-pavimento e pavimento-terra.
 
Resistenza verticale - Recodi.it
Misura della tensione generata dal corpo umano
3.    Per misurare la tensione generata dal corpo umano viene eseguito il Walking test: un operatore indossa calzature ESD e, tenendo in mano un elettrodo metallico, esegue alcuni passi seguendo le modalità stabilite dalla norma. La tensione generata viene trasferita dall’elettrodo ad un voltmetro che ne restituisce i risultati. La misura dipenderà dall’uomo, dai suoi vestiti, scarpe, calze e dal pavimento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutti i test vengono eseguiti in particolari condizioni indicate dalle norme (es. temperatura e umidità) e prevedono l’intervento di personale qualificato.
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