Pavimentazioni industriali in estate

Le alte temperature determinano la qualità del calcestruzzo

Le elevate temperature possono modificare il comportamento del calcestruzzo fin dalle prime fasi di messa in opera. Gli effetti risultano particolarmente significativi nei getti eseguiti all'esterno, maggiormente esposti alle condizioni climatiche. Per questo motivo, una corretta pianificazione delle lavorazioni e un'adeguata gestione della maturazione sono fondamentali per garantire le prestazioni previste della pavimentazione.

Quando si parla di getto in clima caldo?
Le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17/01/2018) e la relativa Circolare applicativa n. 7 del 21/01/2019, insieme alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici richiamano l'attenzione sull'importanza delle condizioni ambientali durante le operazioni di posa.

Secondo le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, si parla di getto in clima caldo quando la temperatura dell'aria raggiunge o supera i 32 °C durante le operazioni di posa o nelle ore immediatamente successive.

Tuttavia, la temperatura rappresenta solo uno degli elementi da valutare. Anche l'irraggiamento solare diretto, il vento e una bassa umidità relativa contribuiscono ad accelerare l'evaporazione dell'acqua d'impasto e il processo di idratazione del cemento. È quindi l'insieme delle condizioni ambientali a determinare il comportamento del calcestruzzo.

Quali sono le principali criticità?

L'aumento della temperatura accelera i processi di evaporazione dell'acqua e di idratazione del cemento, modificando il comportamento del materiale fin dalle prime fasi di lavorazione.

Tra le conseguenze più comuni vi sono la rapida riduzione della lavorabilità del calcestruzzo, una maggiore complessità nelle operazioni di posa, compattazione e finitura e un incremento del rischio di discontinuità tra getti successivi. In queste condizioni possono inoltre manifestarsi fessurazioni precoci dovute al ritiro plastico.

Gli effetti non si limitano alla fase esecutiva. Una gestione non adeguata può influire anche sul comportamento della pavimentazione nel tempo, determinando maggiori deformazioni da ritiro, fenomeni fessurativi legati alle tensioni di origine termica e una minore durabilità dell'opera.

Per una pavimentazione industriale, chiamata a sopportare carichi elevati, traffico continuo e sollecitazioni costanti, prevenire queste criticità significa preservarne affidabilità, funzionalità e vita utile.

Come Recodi garantisce la qualità delle pavimentazioni

Per limitare gli effetti delle elevate temperature sulla qualità della pavimentazione è fondamentale valutare attentamente le condizioni ambientali prima dell'inizio delle lavorazioni, programmare i getti nelle ore più favorevoli della giornata, limitare l'esposizione diretta delle superfici ai raggi solari e garantire la continuità delle operazioni di posa, così da evitare interruzioni.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla stagionatura del calcestruzzo, una fase determinante per lo sviluppo delle resistenze meccaniche e della durabilità della pavimentazione. L'impiego di prodotti stagionanti, bagnature controllate e adeguati sistemi di protezione del getto consente di limitare la perdita di umidità nelle prime fasi di maturazione, favorendo il corretto processo di idratazione del cemento.

 

Grazie all'esperienza nella progettazione e realizzazione di pavimentazioni industriali, Recodi pianifica ogni intervento valutando le condizioni ambientali, le caratteristiche del cantiere e le prestazioni richieste dal progetto, così da definire le modalità esecutive più idonee per ogni specifico contesto applicativo.

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